Interrogazioni parlamentari

Calo dei prezzi e tutela del settore cerealicolo

I prezzi del frumento sono in caduta e i mercati dei prodotti cerealicoli sono ovunque in discesa. In Italia i prezzi sono di circa 200 euro/t e in alcuni mercati locali le quotazioni sono addirittura state sospese in segno di protesta per il calo eccessivo dei prezzi.

Il grano nazionale non viene utilizzato dai pastai, che preferiscono il grano importato, ma rifiutano di scriverne l’origine sull’etichetta. Il settore cerealicolo ha bisogno di un sostegno eccezionale. Il rischio è che vengano dismesse le produzioni di cereali e abbandonate le aree che non hanno alternative ergonomicamente praticabili.

I danni della crisi del settore cerealicolo sarebbero dunque ambientali, sociali ed economici.

La Commissione non ritiene necessaria una revisione dei prezzi minimi comunitari?

Come intende sostenere il settore cerealicolo?

La risposta della Commissione


Denunce delle donne vittime di violenza

L’Assemblea regionale siciliana, nel suo lavoro sulla legge finanziaria 2018, ha approvato una misura a favore dell’indipendenza economica delle donne vittime di violenza, denominata «reddito di libertà». L’accesso a questa misura è riservato a donne vittime di violenza, residenti in Sicilia, senza reddito, disoccupate o inoccupate, o con un reddito inferiore alle soglie indicate dall’ISEE. Lo scopo è favorire le denunce da parte delle donne con capacità economiche limitate che hanno più difficolta a uscire dalla condizione di violenza e a cominciare un cammino di autonomia.

L’UE protegge le donne dalla violenza di genere soprattutto attraverso le misure previste dalla direttiva sui diritti delle vittime, stabilendo anche strumenti per il reciproco riconoscimento delle misure di protezione. Tuttavia, la violenza contro le donne è un fenomeno ancora sottostimato: solo circa un terzo delle donne che sono abusate contatta le autorità. Inoltre, le denunce non vengono registrate sistematicamente e i dati non sono facilmente confrontabili tra i paesi dell’UE.

Ciò premesso, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:
1) non ritiene di poter valutare l’adozione su scala europea di misure simili a quelle del cosiddetto reddito di libertà?
2) Come intende incrementare la raccolta di dati in merito alle denunce di violenze e armonizzarla tra gli Stati membri?


Normativa e controlli sul pesce surgelato

Oltre 500 chili di prodotto ittico per la preparazione di sushi e sashimi sono stati sequestrati dalla Guardia costiera in alcuni ristoranti e punti vendita di Catania, in una sola operazione denominata «Sol Levante» nel mese di aprile 2018.

Tralasciano i problemi legati alla mancata tracciabilità, si stanno controllando le quantità di solfiti presenti sui gamberoni sequestrati, cioè di additivi aggiunti nei gamberi per rallentarne l’annerimento che ne abbassa il valore commerciale, cosi come l’eventuale presenza di metalli pesanti. In particolare la carne di tonno può contenere alti livelli di istamina, una sostanza nociva sprigionata dalla cattiva conservazione del pesce.

Oltre alle frodi in commercio, è la corretta applicazione della normativa in materia d’igiene da parte degli operatori a essersi rilevata carente. Nel 2015 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha concluso che si possono conservare i prodotti ittici freschi preconfezionati a temperature di refrigerazione superiori a 0o C (ad esempio da 3 a 5oC) senza violare le attuali nome UE.

Ciò premesso, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:
1) Non ritiene che vi sia motivo di modificare le prestazioni esistenti fissando un limite vincolante di temperatura a 0°C durante il confezionamento del pescato?
2) Non ritiene opportuno rafforzare i controlli sui prodotti ittici commercializzati?

La risposta della Commissione


Sostegno ai giovani agricoltori meritevoli

Sono in corso d’esame in seno alla commissione competente del Parlamento europeo ulteriori proposte a sostegno dei giovani agricoltori: ad esempio, si chiederà di alzare il massimale del 2 % degli aiuti diretti della PAC destinati ai giovani agricoltori e di incentivare i più anziani a passare le loro aziende alle generazioni più giovani.

Tuttavia, i primi risultati iniziano già a vedersi e vanno contemporaneamente sostenuti. In particolare, i giovani agricoltori italiani, allo stesso modo di quelli in Francia, Polonia e Romania, hanno dimostrato un’alta capacita di intercettare le opportunità offerte dalle politiche dell’UE. Le imprese agricole italiane under 40 fatturano in media 73 000 EUR l’anno, rispetto ai 45 000 EUR realizzati a livello continentale e danno occupazione all’8 % dei lavoratori.

Ma il ricambio generazionale stenta a decollare ovunque. Nel periodo 2015-2017, le imprese agricole under 40 attive presso le Camere di Commercio sono aumentate del 12 %, con un tasso di crescita inferiore alla media dell’Unione: rappresentano, infatti, il 5,1 % del totale, contro il 6,5 %.

Ritiene la Commissione opportuno incrementare il sostegno ai giovani agricoltori che già stanno dimostrando di poter rilanciare l’agricoltura e, di conseguenza, anche l’economia europea? La Commissione sta studiando nuove misure in questo senso?

Ecco la risposta della Commissione Europea


Situazione al confine italo-francese nei pressi di Bardonecchia

Nel corso degli ultimi mesi, alla frontiera tra Francia e Italia (Bardonecchia-Briançon), si sono verificati episodi di respingimento di minori stranieri non accompagnati da parte delle autorità francesi. Provvedimenti di questo tipo sono stati considerati illegali alla luce della convenzione sui diritti dell’infanzia e del regolamento di Dublino, che garantisce il ricongiungimento familiare per i minori soli che entrano nell’UE.

Inoltre, il 21 aprile, un tratto di confine in prossimità di Nevache è stato teatro di un’azione dimostrativa di militanti di estrema destra, che hanno montato una rete lungo il confine senza che la gendarmeria francese intervenisse.

Infine, il 31 marzo, la polizia doganale francese si è introdotta nei locali della stazione di Bardonecchia, gestiti attualmente da una ONG, per far produrre un campione di urina ad un uomo intercettato a bordo di un treno senza richiedere l’autorizzazione alle autorità italiane e violando dunque le disposizioni dell’accordo di Schengen.

Alla luce di quanto precede può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:
— È a conoscenza dei fatti recentemente accaduti in prossimità della frontiera italo-francese?
— Ritiene la condotta delle autorità francesi lesiva dei diritti umani, del diritto internazionale e del diritto europeo?
— Intende adottare misure sanzionatorie nei confronti dello Stato membro citato, al fine di evitare il riprodursi di tali avvenimenti?

All’ interrogazione che ho sottoscritto assieme ai colleghi del PD ha risposto il Commissario Dimitris Avramopoulos


Piano pluriennale pesca nel Mediterraneo occidentale

L’8 marzo 2018 la Commissione europea ha proposto il quarto piano pluriennale della politica comune della pesca, da realizzare nelle acque del Mediterraneo occidentale. Nel 2015 la flotta soggetta al piano pluriennale contava circa 10 900 imbarcazioni, per il 50 % italiane, il 39 % spagnole e l’11 % francesi. Non sfugge quindi l’impatto significativo delle scelte che si faranno con questo piano per l’indotto di tutto il settore.

Lo scopo dichiarato del piano è quello di riportare gli stock a livelli che possano garantire la sostenibilità sociale ed economica per i pescatori e gli oltre 16 000 posti di lavoro presenti. Tuttavia, ancora una volta, si parla di nuovi limiti ai pescherecci da traino e di un numero massimo di giorni di pesca per le specie demersali. I piani pluriennali restano certo lo strumento più adatto a promuovere uno sviluppo efficiente del processo di regionalizzazione della pesca, ma a patto che riescano a eliminare le rigidità normative attuali senza penalizzare gli operatori del settore.

Può la Commissione chiarire:
1) quali misure compensative intende attivare a sostegno dei piccoli pescatori nel quadro del nuovo piano?
2) come agirà agire al fine di favorire una legislazione più evolutiva e adattata al territorio all’interno del piano?

All’interrogazione ha risposto il Commissario Vella


Tutele sanitarie nel settore agrumicolo

Gli agricoltori europei del Copa-Cogeca, così come i rappresentanti nazionali in via bilaterale, si stanno riunendo al fine di definire una strategia comune per salvaguardare l’agrumicoltura del Mediterraneo dall’ingresso di malattie e parassiti distruttivi in Europa, come il Citrus greening, la Thaumatotibia e, soprattutto, il Citrus black spot.

Con 11 milioni di tonnellate, la produzione agrumicola europea 2016-2017 registra un aumento del 3,3 % rispetto alla campagna precedente, ma con dati molto eterogenei. Per quanto riguarda le sole arance, prodotte per l’80 % da Spagna e Italia, se il raccolto iberico segna un incremento del 17,6 %, quello italiano accusa una flessione del 38 %, riducendosi da quasi 2 a 1,2 milioni di tonnellate nel 2016-2017. Ciò avviene a causa dell’evoluzione climatica, dei prezzi troppo elevati al consumo, della mancata valorizzazione delle produzioni agrumicole trasformate e, infine, proprio a causa di problemi sanitari come il Citrus Tristeza Virus, particolarmente in Sicilia.

Alla luce di quanto sopra esposto, intende la Commissione valutare l’introduzione di nuove misure stringenti che possano arrivare, in determinati casi, anche al blocco delle importazioni o all’obbligo di «cold treatment» per tutti i paesi terzi che esportano in Europa?

Come intende la Commissione intensificare i controlli e rafforzare le norme sanitarie a tutela del settore?

Risposta della Commissione


Grano tossico e controlli sull’importazione da paesi extra UE

Nei giorni scorsi il Corpo forestale dello Stato italiano ha sequestrato a Pozzallo 5 000 tonnellate di grano tossico, in arrivo dalla Russia, del valore di un milione di euro. Il danno sarebbe stato ingente non solo per gli agricoltori siciliani, ma per tutti gli operatori europei. I casi certificati di frodi alimentari restano numerosi e testimoniano della necessità di controlli più serrati e coordinati alle frontiere comuni.

La frode alimentare si verifica generalmente laddove il potenziale profitto economico è rilevante e il rischio di essere scoperti è scarso, come nel caso del grano. Dopo aver definito l’approccio «dai campi alla tavola» nei primi anni 2000, l’introduzione del sistema di allarme rapido per alimenti e mangimi (RASFF) e l’istituzione dell’EFSA, a marzo 2017 l’UE ha approvato un nuovo regolamento della filiera alimentare: controlli senza preavviso (anche in aziende in paesi extra-UE), più tracciabilità degli alimenti e pene inasprite. Tuttavia, i controlli restano deficitari.

Alla luce dei recenti casi di grano tossico:

1. Cosa intende fare la Commissione per rafforzare i controlli sui prodotti alimentari alle frontiere dell’Unione, in particolare nei porti europei?

2. Intende la Commissione proporre nuove norme per migliorare la tracciabilità degli alimenti provenienti da paesi extra-UE?

Ecco la risposta del Commissario Vytenis Andriukaitis


Randagismo in Sicilia

Centinaia di cani sono stati brutalmente avvelenati a Sciacca e molti altri casi simili si registrano anche a Rosolini e Paternò, così come in tutta la Sicilia, dove il problema del randagismo ha raggiunto una dimensione non più tollerabile per la salute pubblica e preoccupante per gli episodi di crudeltà e violenza che riguardano gli animali.

Sia la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, firmata a Strasburgo il 13 novembre 1987, sia il trattato di Lisbona (articolo 13) prevedono che l’UE e gli Stati membri debbano tenere «pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti». Già il 4 luglio 2012 una risoluzione del Parlamento europeo invitava la Commissione a proporre l’istituzione di un quadro giuridico dell’UE per la protezione degli animali da compagnia e degli animali randagi.

Nonostante ciò, il benessere degli animali randagi non è ancora adeguatamente disciplinato dalle norme europee, rimanendo responsabilità esclusiva degli Stati membri.

Può la Commissione chiarire:

1. come sta agendo al fine di porre in essere una normativa europea efficace in materia di tutela degli animali randagi?

2. quali nuove strategie di gestione degli animali randagi intende proporre come richiesto dal Parlamento europeo il 4 luglio 2012?

La risposta della Commissione


Certificazioni biologiche

Considerata la grave crisi che ha investito negli ultimi anni l’agricoltura europea, molte aziende che producono biologico, pur continuando a rispettare le norme per la produzione, non sono nelle condizioni economiche di poter pagare i costi di certificazione.

In Italia, gli organismi di controllo possono dichiarare la «non conformità bio» anche nel caso di mancato pagamento della quota di certificazione. Questo peggiora la situazione economica e commerciale delle aziende già in difficoltà.

La normativa europea non attribuisce un tale potere agli organismi di controllo.

Può la Commissione chiarire se la certificazione di «non conformità bio» in seguito a mancato pagamento della quota di certificazione è in linea con le disposizioni europee? Può dire inoltre se la prassi è condivisa dagli Stati membri e quindi se esistono altri casi in Europa in cui gli organi di controllo possono dichiarare la «non conformità bio» in caso di mancato pagamento della quota di certificazione?