Interrogazioni parlamentari

Certificazioni biologiche

Considerata la grave crisi che ha investito negli ultimi anni l’agricoltura europea, molte aziende che producono biologico, pur continuando a rispettare le norme per la produzione, non sono nelle condizioni economiche di poter pagare i costi di certificazione.

In Italia, gli organismi di controllo possono dichiarare la «non conformità bio» anche nel caso di mancato pagamento della quota di certificazione. Questo peggiora la situazione economica e commerciale delle aziende già in difficoltà.

La normativa europea non attribuisce un tale potere agli organismi di controllo.

Può la Commissione chiarire se la certificazione di «non conformità bio» in seguito a mancato pagamento della quota di certificazione è in linea con le disposizioni europee? Può dire inoltre se la prassi è condivisa dagli Stati membri e quindi se esistono altri casi in Europa in cui gli organi di controllo possono dichiarare la «non conformità bio» in caso di mancato pagamento della quota di certificazione?


Vespa velutina, «killer delle api»

( Interrogazione con richiesta di risposta scritta )

In Italia il settore dell’apicoltura sta attraversando un anno di forte crisi. Per il 2016 si stima una produzione di appena 1 000 tonnellate totali, con un decremento del 70 % rispetto alle reali capacità produttive. Il miele d’acacia è passato da 266 tonnellate a 91, mentre quello biologico da 437 a 184 tonnellate: mai negli ultimi 35 anni l’Italia ne aveva prodotto così poco. Ci sono regioni, come la Sicilia, che sono ormai al secondo anno di raccolta praticamente vicina allo zero per tipologie di miele come quello di Zafferana Etnea, con il concreto rischio di perdere l’intero sistema produttivo.

Le cause sono diverse: l’epidemia del parassita Aethina Tumida, il cambiamento climatico, i pesticidi e, con particolare violenza negli ultimi mesi, l’invasione della Vespa velutina . Quest’ultima è una specie aliena ai nostri territori, che ha già causato il dimezzamento degli alveari in Francia a partire dal 2004. Il fondamentale monitoraggio dei suoi spostamenti è seguito in Italia attraverso la rete scientifica StopVelutina.

Può spiegare la Commissione:
1. Come intende sostenere il monitoraggio degli spostamenti della Vespa velutina in Europa?
2. Quali azioni di contrasto e debellamento intende mettere in atto?
3. Quali misure specifiche intende attuare a sostegno della produzione di miele e per contrastare l’innalzamento dei prezzi, il ricorso all’importazione e la perdita di posti di lavoro nel settore?


Lotta alla povertà negli Stati membri

( Interrogazione con richiesta di risposta scritta )

L’Istituto nazionale italiano di statistica, nel suo report «Condizioni di vita e reddito» relativo al 2015, ha certificato che in Italia il 28,7 % delle persone residenti si trova a rischio di povertà ed esclusione sociale. In particolare, nel Sud e nelle Isole la percentuale delle persone a rischio di povertà sale a quasi la metà dell’intera popolazione, ben al 46,4 %, con una crescita dello 0,8 % rispetto all’anno precedente. In Sicilia la cifra arriva addirittura al 55,4 %, primato a livello nazionale. La situazione impedisce alle famiglie di quelle zone di poter affrontare non solo spese eccezionali ed impreviste, ma anche quelle ordinarie con serenità, arrivando fino all’estrema conseguenza per cui per il 17 % di loro non c’è la garanzia di un pasto adeguato ogni due giorni.

Considerati questi dati allarmanti, nel quadro del suo sostegno agli Stati membri nella lotta contro la povertà, l’esclusione sociale e la discriminazione, può la Commissione chiarire:
— come sta affrontando questa situazione eccezionale al fine di garantire l’equilibrio tra inclusione sociale e sostegno agli indigenti;
— in linea con il trattato di Lisbona e le risoluzioni del Parlamento, quali passi sta compiendo nella definizione di un quadro di valutazione per le politiche sociali in vista di una base minima di protezione sociale?


Cambiamento climatico UE e Agenda 2030 ONU

( Interrogazione con richiesta di risposta scritta )

La recente comunicazione della Commissione sulle prossime tappe per un futuro europeo illustra le priorità europee per rispettare gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile. Inoltre, la comunicazione dedicata a un nuovo consenso europeo per lo sviluppo sottolinea l’importanza di motori di sviluppo trasversali, mettendo in relazione aspetti quali l’uguaglianza di genere, i giovani, l’energia sostenibile e l’azione per il clima. Anche alla luce di queste valutazioni, si affronterà la revisione parziale della PAC nel quadro del provvedimento omnibus proposto dal Commissario Hogan.

Tuttavia, già tra gli obiettivi prefissati per Orizzonte 2020 vi era quello minimo di spendere un euro ogni cinque del bilancio europeo nei diversi settori nell’intento di salvaguardare l’ambiente dai cambiamenti climatici: un obiettivo che l’UE sta fallendo pericolosamente nel settore agricolo, benché quest’ultimo abbia ridotto negli ultimi vent’anni le proprie emissioni di CO2, e sul quale non si vedono soluzioni immediate e condivise. A causa dei cambiamenti climatici, siamo testimoni di un continuo impoverimento dei nostri territori: ad esempio, il 50 % della produzione siciliana di grano si è già spostata nel Nord Italia, così come accaduto prima per il pomodoro.

Alla luce di quanto detto, può la Commissione chiarire come intende incrementare la quantità di finanziamenti investiti nella PAC nella loro parte dedicata alla sostenibilità ambientale fino al 2020?


Tutela produzioni Sud-Europa

( Interrogazione con richiesta di risposta scritta )

Il rapporto annuale della Commissione sulle prospettive agricole 2016-2025 dedica per la prima volta una sezione ad alcune coltivazioni tipiche del Sud Europa. Il Mezzogiorno italiano è direttamente coinvolto perché alcuni dei suoi prodotti tipici, come quelli ortofrutticoli, il vino e l’olio d’oliva, sono i più importanti per valore aggiunto (20 % di tutto il settore), raggiungendo da soli il 18 % dell’intero valore dell’export dell’Unione con un impiego di forza lavoro pari al 19 % di quella impiegata in tutto il settore agricolo. Tuttavia, i produttori devono far fronte a minacce da più parti: crisi della domanda interna, contraffazione, cambiamento climatico, sostenibilità ambientale, virosi e difficoltà di rinnovamento generazionale.

Vista la rinnovata attenzione per questa specifica categoria di prodotti e considerando il ruolo che esse giocano per l’export e per la creazione di valore aggiunto europeo dal punto di vista economico e occupazionale, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:
— si prevedono nuove misure specifiche per la tutela e valorizzazione di questi prodotti, dati la loro peculiare natura geografica e i numerosi benefici che da essi i cittadini possono ottenere?
— Dato il perdurare della debole domanda interna dei singoli Stati membri produttori, ritiene opportuno la Commissione, e con quali nuove strumenti specifici, sostenere l’esportazione di tali prodotti sia all’interno dell’Unione europea sia verso paesi terzi?


Quote pesce spada Mediterraneo e tutela pesca artigianale

( Interrogazione con richiesta di risposta scritta )

L’accordo stipulato in seno all’ICCAT lo scorso 21 novembre istituisce un sistema di quote per la pesca del pesce spada. Nel 2017 si potranno pescare 10 500 tonnellate di pesce spada e dal 2018 al 2022 ci sarà una riduzione del 3 % l’anno, per una riduzione complessiva del 15 %. Entro febbraio 2017 l’ICCAT dovrà stabilire uno schema di ripartizione della quota tra i diversi paesi dell’UE e la Presidenza maltese di turno dovrà valutarne l’approvazione a marzo del prossimo anno.

Nel caso del tonno rosso, il Parlamento europeo si è espresso per una distribuzione più equa delle quote che non favorisca il monopolio dei grandi armatori e sostenga invece la piccola pesca.

Come intende la Commissione garantire che il sistema delle quote non gravi sulla piccola pesca?

Intende la Commissione inserire tale principio nella distribuzione delle quote tra Stati membri?

Quali misure compensative intende attivare la Commissione a sostegno dei piccoli pescatori?


Guerra del pesce e sostegno ai pescatori

( Interrogazione con richiesta di risposta scritta )

Nella notte tra il 9 e il 10 novembre due pescherecci siciliani di Mazara del Vallo sono stati sequestrati dalle autorità egiziane. È l’ennesimo sequestro che rilancia le problematiche di rischio e sicurezza per i nostri pescatori. I trattati europei sanciscono che le risorse ittiche sono una risorsa naturale, rinnovabile e che fanno parte del patrimonio comune (articolo 38 TFUE). Tuttavia si continuano a verificare episodi di sequestri di pescherecci in acque internazionali ad opera delle motovedette dei paesi rivieraschi, con un evidente contrasto tra i protocolli europei troppo rigidi e la realtà con la quale i pescatori hanno a che fare nel concreto.

Può la Commissione chiarire:

1) se e in quali modalità e tempistiche intende avviare un dialogo con gli Stati membri e i partner rivieraschi per proteggere la sicurezza dei pescatori europei?
2) come intende considerare queste problematiche nel quadro della revisione della riforma della politica comune della pesca?
3) in quali modalità e tempistiche intende monitorare l’applicazione dei diritti sociali ed economici dei pescatori europei?


Diffusione malattie delle piante nel Sud d’Europa

( Interrogazione con richiesta di risposta scritta )

Le coltivazioni di pomodoro dell’area sud-orientale della Sicilia (che va da Pachino a Licata) sono da mesi colpite dal Tomato Yellow Leaf Curl Virus (TYLCV), un virus molto aggressivo che ha comportato l’estirpazione di più del 70 % del pomodoro che andava in raccolta tra novembre e dicembre.

Oltre il TYLCV, conosciuto anche come New Delhi, è stato individuato un nuovo virus che attacca soprattutto le produzioni orticole a pieno campo, come pomodori e zucchine, riscontrato nella provincia di Ragusa, in Sicilia, dal Dipartimento di scienze agrarie e forestali dell’Università di Palermo, in collaborazione con alcuni laboratori privati. Si tratta di un virus con sintomi simili al New Delhi (accartocciamento fogliare) forse più aggressivo, e ancora non è chiaro come si trasmetta.

Alla luce della crescente casistica di nuovi e sempre più violenti virus che attaccano le coltivazioni in particolare del Sud d’Europa, non ritiene la Commissione di dover attivare un programma di ricerca applicata e un sistema di prevenzione per evitare la diffusione di nuovi virus?

In considerazione del fatto che le regioni del Sud d’Europa si dimostrano più deboli e maggiormente esposte alla diffusione di virus delle piante, non ritiene inoltre di dover attivare misure specifiche, anche compensative, nelle regioni maggiormente colpite dai virus?


Contrasto alle agromafie a livello europeo

( Interrogazione con richiesta di risposta scritta )

Recenti indagini in Italia confermano il patto per il controllo quasi totale della camorra e della mafia sul trasporto dell’ortofrutta in molti mercati del Mezzogiorno. Si stima che il volume d’affari complessivo annuale nazionale delle agromafie sia salito a 16 miliardi di euro, dei quali ben 5 miliardi di euro nella sola Sicilia, dove il costo della criminalità organizzata porta a un aumento del 300 % del prezzo finale per i consumatori.

Anche alla luce della relazione approvata in seduta plenaria il 25 ottobre scorso sulla «lotta contro la corruzione e seguito dato alla risoluzione della commissione CRIM» e del fatto che la cooperazione transfrontaliera di polizia e giudiziaria è caratterizzata da procedure eccessivamente lunghe che ne ostacolano l’efficienza, può la Commissione precisare quanto segue:

  • Quali passi si stanno facendo per predisporre un piano europeo per la lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione e al riciclaggio di denaro, dotato di risorse finanziarie adeguate, di personale qualificato e di un quadro legislativo rafforzato?
  • All’interno del piano, anche a livello di cooperazione tra le diverse direzioni generali della Commissione, è stato previsto di istituire un programma specifico per il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata a danno delle imprese agricole?

Tempi e modalità di realizzazione dei migration compact

( Interrogazione con richiesta di risposta scritta )

È di questa mattina, 7 novembre, la notizia di un nuovo attracco al porto di Palermo di una nave della Marina militare con a bordo oltre mille migranti. Per risolvere la crisi un coordinamento europeo è tanto più importante quanto il fenomeno coinvolge diversi aspetti umanitari e di sicurezza, dall’individuazione degli scafisti alle indagini sul traffico di esseri umani. Il 2016 è stato l’anno con il maggior numero di migranti morti in mare, 153.450. Si registra infatti il 10 % in più rispetto allo stesso periodo del 2015 e si supera di 1.300 persone il totale del 2014, che alla fine, con 170.000 sbarcati, diventò l’anno con il maggior numero di arrivi. Come nuova misura per risolvere la crisi, il 20 ottobre il Consiglio europeo ha approvato con cinque partner africani 24 progetti (i cosiddetti «migration compact») con 425 miliardi previsti, oltre ai 927 milioni già investiti.

Alla luce di questi ulteriori nuovi eventi, la Commissione può chiarire quanto segue:

  • Quali tempi e quali risultati prevede per la realizzazione dei progetti previsti negli accordi con i principali paesi di origine e di transito dei migranti?
  • Ha essa previsto una valutazione d’impatto e di ricaduta economica e sociale dei progetti e in quali termini?