Proposte di Risoluzione

Risoluzione del Parlamento europeo sul Tagikistan : la situazione dei prigionieri di coscienza

L’UE ha – a lungo – fornito un’importante assistenza nei confronti del Tagikistan per sostenerne lo sviluppo economico e civile. Purtroppo il governo tagiko ha intrapreso una strada di sempre maggiori restrizioni alle libertà fondamentali in un quadro di pesante e permanente violazione dei diritti umani. L’UE faccia sentire forte la sua voce per chiedere un radicale cambiamento. Questo lo spirito della risoluzione che ho co-promosso.


Risoluzione del Parlamento europeo sul Vietnam

Il Vietnam è un paese dal forte dinamismo economico e legato da importanti relazioni con l’Europa. Purtroppo, nonostante alcuni importanti progressi, permangono molti casi di violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Nell’incoraggiare i positivi sviluppi l’Europa deve ribadire la ferma richiesta nei confronti del Vietnam di un rispetto sostanziale delle libertà civili e politiche. Ecco perché ho sottoscritto questa proposta di risoluzione.



Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Venezuela

La situazione politica e dei diritti umani in Venezuela è sempre più preoccupante . Il regime di Caracas ricorre a sistematiche restrizioni contro gli oppositori e sta forzando, mediante la dichiarazione di stato di emergenza, le ultime garanzie costituzionali, dirottando peraltro l’attenzione delle forze di polizia verso compiti impropri invece di quelli di contrasto alla criminalità dilagante ed ormai incontrollata. L’Europa non può rimanere inerte di fronte a tali violazioni e deve far sentire forte la propria voce a difesa delle libertà fondamentali. Questo il senso della risoluzione che ho firmato.


Sulla situazione a Gibuti

Gibuti è un piccolo paese nella tormentata regione del Corno d’Africa che ha sviluppato una partnership strategica con l’Europa ed il mondo libero. Nonostante una condizione politica ed economica certamente assai migliore rispetto ai paesi confinanti ed il positivo impegno su alcuni fronti (ad esempio quello della lotta alle mutilazioni genitali femminili), emergono serie preoccupazioni sul rispetto dei principi di democrazia e pluralismo e delle libertà fondamentali. Per mantenere e rafforzare i positivi rapporti l’Europa deve perciò chiedere al governo gibutino di modificare la propria posizione, assicurando i diritti e le libertà fondamentali nel paese. Ecco perché ho condiviso la proposta di risoluzione a riguardo.


Situazione nel Gambia

Il Gambia , piccolo paese dell’Africa occidentale, è purtroppo oppresso da un regime autocratico che nega i diritti umani elementari. Il governo in carica, che ha assunto il potere a seguito di un golpe e che ha confermato la sua posizione a mezzo di elezioni ritenute non libere e corrette, ricorre sistematicamente ad arresti, torture, uccisioni ed altri abusi contro ogni opposizione, accanendosi inoltre con le persone LGBT e contro la libertà di parola ed espressione. L’Europa non può tollerare tale situazione e deve agire, in concorso coi paesi della regione, per un rapido e reale cambiamento. Questo lo spirito della risoluzione che ho firmato.


Sui tatari di Crimea

Dopo l’illegale annessione della Crimea da parte della Federazione Russa, in spregio al diritto internazionale, la situazione dei diritti umani della popolazione della penisola ha subito un grave peggioramento. Particolarmente esposti risultano gli appartenenti alle minoranze etnico-linguistiche, da sempre insediati nella regione, come i tatari . L’atteggiamento gravemente repressivo del governo russo, che illegalmente occupa parte del territorio di un altro stato, è assolutamente intollerabile. L’Europa faccia sentire forte la propria voce a difesa dei diritti umani e per il ripristino della legalità internazionale: questo il senso della proposta di risoluzione da me condivisa.


Relazioni commerciali tra l’UE e la Cina e sullo status di economia di mercato

L’UE e la Cina costituiscono due tra le maggiori potenze commerciali ed economiche del mondo e sono tra loro legate da intensi scambi di merci e servizi, con un interscambio giornaliero che supera il milardo di euro.

La Cina e l’UE, quali aderente all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), sono chiamate a regolamentare opportunamente i regimi doganali. Ma, oltre ad un evidente dumping generato da bassi salari ed assenza di regole stringenti in materia di qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente, si pone evidente la tematica di come la repubblica popolare non costituisca oggettivamente un’economia di mercato: nonostante le profonde trasformazioni e la grande crescita degli ultimi decenni, infatti, la Cina mantiene un sistema giuridico ed economico non in linea coi criteri consolidati per il riconoscimento.

Rimarcando perciò il valore del rapporto commerciale fra UE e Cina, ed auspicando che quest’ultima assicuri i necessari progressi, l’Europa non può che fare rilevare l’effettiva situazione, opponendosi a qualunque concessione automatica a Pechino senza che questa sia preceduta da concreti e radicali interventi di riforma sul sistema economico volti a ridurre l’impatto dello Stato sull’economia e sul mercato. Sostenere questa posizione ed adottare ogni misura correttiva contro il dumping della sovrapproduzione cinese sono perciò il mandato che il Parlamento Europeo conferisce con la risoluzione che ho sottoscritto.


Seguito e riesame dell’ Agenda 2030

L’ Agenda 2030 , adottata al vertice ONU di New York del 25 settembre 2015 , fissa importanti ed ambiziosi obiettivi per uno sviluppo sostenibile .

L’Unione Europea può giocare una fondamentale posizione di leadership per la definizione e l’implementazione di interventi globali volti al contrasto alla povertà ed alla sostenibilità ambientale dello sviluppo economico. Ecco perché il Parlamento, come indica la risoluzione che ho co-promosso, intende dare precise indicazioni a Commissione e Consiglio per una puntuale e concreta affermazione degli obiettivi assunti.


Diritti umani in Nigeria

La situazione in Nigeria continua a presentare gravi e ripetute violazioni dei diritti umani fondamentali. L’azione dell’estremismo islamico, che trova sponda nel movimento terroristico Boko Haram , unita alle generali difficoltà di un paese multietnico, in via di sviluppo, e con limitata capacità istituzionale di garantire lo stato di diritto, si ripercuote pesantemente sulla popolazione civile e, purtroppo, spesso su donne e bambini.

L’Europa deve far sentire la propria voce perché il governo nigeriano intervenga con decisione contro la barbarie dei terroristi, assicurando al contempo quelle riforme che garantiscano i diritti umani e le libertà fondamentali. Ecco perché ho copromosso questa proposta di risoluzione.