Con la Commissaria Corina Cretu : i fondi UE sostengano le regioni in ritardo di sviluppo

 Le Regioni in ritardo di sviluppo continueranno ad avere l’attenzione e il sostegno che meritano coerentemente con i principi della politica di Coesione. Ho ottenuto rassicurazioni in tal senso dalla Commissaria Corina Cretu che ho incontrato proprio per discutere del futuro dei finanziamenti europei in regioni come la Sicilia 

Ho chiesto alla Commissaria se la distinzione tra regioni a basso reddito e regioni a bassa crescita, contenuta nel documento che la Commissione ha recentemente pubblicato, non presti il fianco a strumentalizzazioni distinguendo di fatto tra un´Europa di serie A e un´Europa di serie B, e rischiando di emarginare proprio queste Regioni dal contesto europeo.

La Cretu  ha annunciato che la Commissione si impegnerà ad individuare nuovi indicatori per valutare la situazione socio-economica delle Regioni. Il PIL come unico indicatore  non è sufficiente, perché é evidente che sono molti altri i fattori che misurano e determinano la crescita, dal tasso di disoccupazione agli svantaggi ambientali e strutturali, come la condizione di insularità. Si sta quindi lavorando ad una nuova proposta capace di fotografare in modo più efficace il livello di sviluppo di un territorio.

Al centro della nostra conversazione c’è stata la Sicilia, le comuni preoccupazioni per i ritardi della spesa e per la mancanza di progettualità e professionalità adeguate a gestire i progetti per le grandi opere, come è stato rimarcato anche dalla recente riunione del Comitato di Sorveglianza a Palermo. L´incapacità di realizzare grandi opere strutturali, dando seguito solo a bandi per progetti meno ambiziosi, finisce per vanificare le finalità stesse della politica di coesione e la sua efficacia. 

«Non lasciare indietro nessuno» é l’intenzione della Commissaria che ha sempre mostrato una grande sensibilità per le tematiche legate alla nostra regione dove due anni fa ha compiuto una visita istituzionale.

L’incontro è stato occasione per ribadire la nostra posizione, già formalizzata con un emendamento di cui sono stata promotrice, di ferma opposizione alla condizionalitá macroeconomica: in Commissione per lo sviluppo regionale daremo battaglia sia per contrastare tagli tout court che per stoppare tentativi di soggiogare la politica di coesione alle politiche economiche, a maggior ragione se queste dovessero condizionare gli Stati membri con logiche punitive. Un principio che ribadirò nella stesura della Relazione sulle Regioni in ritardo di sviluppo (47 nell´Unione Europea dove vivono 83 milioni di persone) nelle quali figurano tra le altre Sicilia, Calabria e Puglia, e che costituirà la posizione del Parlamento europeo su queste tematiche nell’ambito della prossima revisione della politica di Coesione. Proprio per discutere della progettualità e dello sviluppo economico di queste regioni con la Commissaria Cretu abbiamo concordato di organizzare, in autunno, un evento che riunisca allo stesso tavolo Istituzioni regionali, nazionali ed europee.