Departing for Future

Departing for Future evento Michela Giuffrida sul futuro degli aeroporti siciliani Bruxelles 21 giugno 2016

 

La Sicilia deve decollare. E il rilancio degli scali aeroportuali siciliani può partire proprio da Bruxelles. Serve una strategia comune per realizzare i progetti strutturali necessari agli aeroporti di Catania, Palermo, Comiso e Trapani.

Queste le conclusioni dell’incontro “ Departing for Future: sfide e opportunità europee per gli aeroporti siciliani” che ho promosso personalmente al Parlamento Europeo e che ha riunito per la prima volta attorno allo stesso tavolo i presidenti e gli amministratori delegati degli scali isolani, il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli , i rappresentanti di vertice della Commissione europea, Enac, Sesar, e della Rappresentanza italiana presso l’Unione europea per discutere delle risorse che l’Europa può offrire per l’ammodernamento e lo sviluppo degli aeroporti siciliani.

Ho fortemente voluto questo incontro perché le attuali divergenze sulle questioni gestionali e di governance che riguardano gli aeroporti in Sicilia rischiano di distogliere l’attenzione da esigenze urgentissime e indifferibili come la realizzazione dei grandi progetti per la mobilità e per l’accessibilità della Sicilia.

A Bruxelles si definiscono questioni cruciali per il finanziamento delle grandi infrastrutture di trasporto: fondi strutturali, aiuti di Stato, fondo europeo di investimenti strategici. Eppure, se lasciamo le cose così come stanno gli aeroporti siciliani continueranno a non avere fondi Ue e saranno esclusi dalle politiche europee.

Non possiamo permettercelo, non possono permetterselo i nostri scali aeroportuali attorno ai quali ruota lo sviluppo stesso della nostra Regione, ed interi segmenti economici, alcuni per noi determinanti, come il turismo. Per questo ho invitato qui a Bruxelles i Presidenti e Amministratori delegati degli scali siciliani, per parlare del futuro delle loro strutture, che è il futuro di un’intera Regione .

La Commissione europea ha proposto una modifica del Regolamento sugli aiuti di Stato e ha avviato le consultazioni sul procedimento che punta ad agevolare l’utilizzo di alcune tipologie di finanziamento pubblico destinare a porti ed aeroporti, riducendo al minimo la cosiddetta fase di controllo: è questa la novità emergente dalla recente bozza contenente alcune modifiche alla disciplina di settore, prevista dal Regolamento UE n. 651/2014.
L’attuale proposta prevede però la compatibilità con gli aiuti di Stato per gli aeroporti con un traffico passeggero annuo inferiore ai 3 milioni di passeggeri e ubicati entro 100 km o a 60 minuti di percorrenza in auto ad un altro aeroporto i cui operano servizi di linea.

Questi due requisiti escludono dunque – precisa l’eurodeputato – tutti e 4 gli aeroporti siciliani dalla possibilità di avere gli aiuti di stato, perché se Comiso e Trapani hanno un traffico inferiore a 3 milioni di passeggeri l’anno, sono di fatto molto vicini ad aeroporti con voli di linea ( Palermo e Catania ). E’ perciò necessario superare questi vincoli, ed è importante chiedere l’inserimento dei quattro scali tra i progetti finanziati dal Piano Juncker, che ancora pochissima attenzione ha riservato al Sud d’Italia. Tutti questi interventi possono essere ora richiesti all’Europa in virtù della posizione geografica della nostra Regione. La Sicilia è infatti una <regione remota>, in quanto isola soffre di svantaggi ambientali e strutturali che richiedono interventi specifici e un regime particolare rispetto alle altre regioni più centrali. Questo è stato messo nero su bianco dalla Risoluzione sulla Condizione di Insularità della quale sono stata relatrice e che il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza. La Commissione europea ha preso atto della Risoluzione e, adesso, tocca a Regione Siciliana e al Ministero dei Trasporti puntare ad ottenere che la Risoluzione abbia applicazione. Il primo passo può essere proprio quello che riguarda gli aeroporti siciliani e la loro compatibilità con gli aiuti di Stato oltre che i finanziamenti UE ai nostri aeroporti nell’ambito di appositi progetti-pilota.

Oggi abbiamo avviato un confronto che potrebbe rappresentare la svolta per le nostre più importanti infrastrutture di collegamento con il resto d’Europa e che avrà prestissimo un seguito, in Sicilia, dove inviterò questi ed altri interlocutori a formalizzare un progetto da presentare alla Commissione europea.