Regioni in ritardo di sviluppo: la mia relazione in Plenaria al Parlamento Europeo VIDEO

La crisi economica che si è protratta, la carenza di infrastrutture e la difficoltà di attrarre investimenti privati – nonostante l’importante mole di risorse finanziarie della politica di coesione – hanno impedito di colmare il gap che separa le regioni in ritardo di sviluppo dal resto d’Europa. E’ un problema che tocca 47 realtà regionali con 83 milioni di persone che, più di altri, soffrono l’effetto della disoccupazione e degli squilibri sociali. 

Superare il divario dev’essere la priorità della politica di coesione UE, puntando sulla specificità delle realtà regionali e su una maggiore sinergia fra istruzione e formazione, imprese e pubblica amministrazione, semplificando le procedure burocratiche e garantendo un adeguato livello di investimenti anche per il futuro.

Questi i punti focali del Rapporto sulle regioni in ritardo di sviluppo nell’Unione europea , che ho illustrato come relatrice alla seduta plenaria del 13 marzo 2018 del Parlamento Europeo a Strasburgo