disabilità

Al Parlamento il mio intervento sulla dislessia

In Italia sono oltre 2 milioni le persone con dislessia. Devono rappresentare un valore aggiunto per le aziende che le assumono, per questo è importante la proposta legislativa presentata la Camera dei deputati dall’On.Coccia. Di questo, come vicepresidente dell’Integruppo per i diritti dei disabili, ho appena parlato nel mio intervento durante l’incontro organizzato dal collega Daniele Viotti






Il mio impegno da Vicepresidente dell’intergruppo UE per i disabili – VIDEO

Al Parlamento Europeo sono stata eletta vicepresidente dell’ intergruppo per i diritti dei disabili e  intendo insistere sull’uso dei fondi strutturali per abbattere le barriere architettoniche e creare servizi per le persone con disabilità e per le loro famiglie.
L’Unione Europea può fare molto per migliorare le condizioni dei disabili : c’è un grande movimento per sensibilizzare, fare pressione, agire come una “lobby” per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità e, ovviamente, delle loro famiglie. A riguardo ho già presentato un’interrogazione per chiedere alla Commissione un intervento che riconosca la posizione ed i diritti dei caregivers , persone straordinarie che con amore, pazienza e fatica dedicano la loro vita ad assistere un familiare disabile. L’UE può aiutare a superare le troppe differenze nei vari ordinamenti nazionali, prendendo a modello gli esempi più virtuosi.
Altrettanto impegno intendo spendere sul fronte delle risorse per gli interventi necessari l’integrazione: non ci sono scuse, i fondi strutturali possono finanziare interventi su trasporti, infrastrutture e formazione.
Come vicepresidente voglio prima di tutto puntare su questo, chiedere alle regioni e agli enti locali come stanno usando questi fondi europei, se i fondi strutturali e di investimento della progettazione in corso, 2014-2020 includono dei progetti per abbattere le barriere architettoniche , per aiutare i caregivers , per innovare le scuole. Vogliamo capire quali sono i paesi  all’avanguardia, i progetti più innovativi, ed esportarli. Il fine, anche qui, è creare standard europei e obbligare i nostri territori ad adeguarsi.
L’obiettivo è avere una società, una politica, più civile ed includente. E così anche le istituzioni, sono fermamente convinta che anche il Parlamento europeo debba essere un luogo più aperto e accessibile, che tutti debbano avere le possibilità di partecipare agli incontri, venire a visitarlo. Sono convinta che serva una maggiore, più forte, partecipazione dei disabili alla vita politica.

 


Tirocini retribuiti per disabili al Parlamento Europeo

Nell’ambito del programma generale di tirocini il Parlamento Europeo offre alle persone con disabilità l’opportunità di svolgere un periodo di stage retribuito presso la propria sede di Bruxelles .

Tirocini retribuiti sono infatti offerti sia ai laureati di università o di istituti equivalenti sia a persone che dispongono di qualifiche di livello inferiore a quello universitario. Il programma offre tirocini della durata di cinque mesi a candidati disabili ed è gestito in aggiunta alle altre opportunità di tirocini e visite di studio presso il Segretariato del Parlamento Europeo .

Lo scopo principale è quello di permettere ad un certo numero di disabili un’esperienza di lavoro significativa e preziosa nonché l’occasione di familiarizzare con le attività del Parlamento Europeo .

Requisiti per la partecipazione sono:

  • l’essere cittadini di uno stato membro UE di età superiore ai 18 anni;
  • una buona conoscenza di almeno due lingue comunitarie;
  • non aver svolto precedenti esperienze di tirocinio presso il Parlamento Europeo ;
  • uno stato di disabilità (certificato).

Ai selezionati verrà offerta un’indennità mensile e le spese supplementari dei tirocinanti direttamente connesse alla disabilità potranno essere coperte fino ad un massimo del 50% dell’importo dell’assegno mensile. Se necessario, ai tirocinanti verrà offerto una collocazione adatta nel posto di lavoro che permetta di svolgere i compiti loro assegnati.

I tirocini si svolgono in due periodi per ogni anno (marzo-luglio, ottobre-febbraio).

La scadenza per le candidature per la prossima sessione di tirocini 2017 è fissata al 15 ottobre 2016

Per maggiori informazioni consultare la pagina dei tirocini sul sito del Parlamento Europeo


Accessibilità del web per i disabili : l’UE prepara nuove norme

L’ Unione Europea si prepara ad adottare nuove norme volte a favorire l’ accessibilità di siti e contenuti web per le persone disabili.

Internet è diventato uno strumento essenziale per ottenere e fornire informazioni e servizi. Risulta quindi più che mai importante garantire che tutti i cittadini possano riuscire a percepire e comprendere i siti web e le applicazioni mobili e interagirvi adeguatamente.

Nell’UE circa 80 milioni di persone sono affette da una disabilità. E con l’invecchiamento della popolazione europea, il dato dovrebbe aumentare a 120 milioni entro il 2020. Un approccio comune per garantire l’accessibilità alla rete è un presupposto per una società digitale inclusiva, che sfrutti appieno i vantaggi del mercato unico digitale.

Nell’ambito della procedura di trilogo prevista i negoziatori del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione hanno concordato le prime norme a livello dell’UE per accrescere l’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici, specie per non vedenti, non udenti e ipoudenti.

La direttiva proposta interesserà i siti web e le applicazioni mobili degli enti pubblici: pubblica amministrazione, tribunali, forze di polizia, ospedali pubblici, università, biblioteche, ecc. Li renderà accessibili per tutti i cittadini, in particolare i non vedenti e ipovedenti, i non udenti e ipoudenti e coloro con disabilità funzionali.

A seguito dell’accordo politico raggiunto ieri (nel cosiddetto “trilogo” tra i negoziatori del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione), il testo dovrà essere formalmente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Dopodiché sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ed entrerà ufficialmente in vigore. Gli Stati membri avranno 21 mesi per recepirne il testo nella legislazione nazionale.

Per maggiori informazione consultare il testo del comunicato sulla direttiva per l’ accessibilità del web ai disabili sul sito della Commissione Europea


Bando reti europee per persone disabili

Nell’ambito del programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza l’Unione Europea promuove attivamente l’integrazione sociale e lavorativa delle persone con disabilità. L’invito a presentare proposte mira a fornire sostegno economico al partenariato fra la Commissione Europea e le organizzazioni europee che operano nel campo della disabilità, nell’ambito dell’accordo di partenariato 2015/2017.

L’obiettivo del bando è sostenere e rafforzare l’implementazione di reti europee attive nell’ambito dei diritti delle persone disabili, sovvenzionando (entro il limite dell’80%) i costi operativi e le attività che presentino un valore aggiunto a livello europeo e che contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi previsti dal Programma.

Il budget per l’intervento, riservato alle organizzazioni che abbiano siglato un accordo di partenariato con la Commissione, ammonta a 3.000.000 di euro, con termine di presentazione delle proposte fissato al 16 ottobre 2015.

Per consultare l’intera documentazione cliccare questo link.


Fondi strutturali Ue e zero barriere architettoniche per una Sicilia a misura di disabili

Un piano urbanistico per l’abbattimento delle barriere architettoniche che la Commissione europea deve sollecitare ai singoli Stati, la garanzia che parte dei fondi strutturali siano destinati a infrastrutture e servizi per garantire la fruibilità anche alle persone con disabilità e azioni positive per assicurare un elevato livello di integrazione e di partecipazione indipendente alla vita sociale.

Sono questi i tre punti principali di una interrogazione che ho presentato alla Commissione europea. Il contenuto dell’atto parlamentare l’ho anticipato oggi pomeriggio nell’incontro «L’Europa per i diritti delle persone con disabilità», che si è tenuto allo Sheraton di Acicastello, con il patrocinio del gruppo S&D (Alleanza progressista dei Socialisti&Democratici) al Parlamento europeo.

L’Unione europea, ritengo, deve sostenere e completare le azioni nazionali indirizzate a migliorare l’accessibilità dei disabili e a lottare contro la discriminazione attraverso i canali di finanziamenti ordinari, alla corretta applicazione dell’articolo 16 del regolamento generale sui Fondi strutturali, e massimizzando i requisiti in materia di accessibilità nelle procedure di appalti pubblici.

Facendo poi riferimento allo scenario siciliano è fondamentale che nella programmazione dei fondi comunitari 2014/2020, ad esempio, si vigili affinché la Regione, oltre che prevedere delle misure ad hoc per la disabilità, inserisca trasversalmente in tutto il «pacchetto» delle azioni che possano trasversalmente migliorare l’inclusione sociale e la qualità della vita delle persone disabili. Soltanto così possiamo arrivare a un risultato per il quale io sto lavorando a Bruxelles e a Strasburgo: far sì che l’Europa unita della moneta, della crisi economica e dei buoni propositi diventi anche l’Europa unita del cuore.

Con me oggi pomeriggio il sindaco di Catania, Enzo Bianco, e dell’assessore comunale al Welfare, Angelo Villari., che hanno annunciato un piano «per una città a misura di disabile», sollecitando inoltre «un’azione vigorosa nei confronti della Regione per il recepimento di tutte le norme nazionali».

Raffaele Ciccio (Assemblea italiana disabled people international) ha sottolineato l’aspetto della «tutela della persona disabile come rientrante nella categoria dei diritti umani», ammettendo che in Sicilia il livello di indipendenza è «piuttosto basso soprattutto in assistenza e trasporti». Giuseppe Di Natale, portavoce del Forum terzo settore Sicilia, ha ricordato che ««la legislazione siciliana in materia è avanzata, non dobbiamo inventarci nulla, ma basta applicare gli strumenti che abbiamo». Francesco Marcellino (consulente legale disabilità) ha fatto un excursus sulla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ammettendo che «in Italia e in Sicilia è rimasta quasi un libro dei sogni». Santino Scirè(vicepresidente nazionale Acli), stigmatizzando «il sostanziale fallimento della legge 68/99 sull’occupazione», ha lanciato una proposta rivoluzionaria: «Creare una corsia previdenziale privilegiata per il prepensionamento dei genitori di figli con disabilità». Salvo Sorbello (delegato nazionale Anci famiglia) si è invece soffermato sull’abbattimento delle barriere architettoniche citando Franco Basaglia («Siamo tutti disabili») e affermando che «non sono in questione i diritti dei disabili come categoria da proteggere, ma della persona in quanto tale»; Roberto Speziale (presidente nazionale Anfass) ha ammesso che «dalla comparazione fra Europa e Italia si evince che nel nostro Paese c’è un ottimo assetto normativo ma una pessima applicazione della norma stessa».

Inclusione sociale, diritti dei disabili, abbattimento delle barriere architettoniche: devono essere fatti concreti, da tradurre in tutte le lingue dei Paesi dell’Unione europa, perché è un’assurdità – ha concluso Michela Giuffrida – non uniformare la qualità del welfare per i disabili in tutti gli Stati membri. E un questo contesto, ve lo assicuro, la nostra Sicilia sarà una protagonista di primissimo piano.

Michela Giuffrida