Palermo




I Fondi UE sono l’unico strumento per creare sviluppo ed occupazione, fondamentale non vanificarne l’uso

I Fondi UE sono l’unico strumento per creare sviluppo ed occupazione, fondamentale non vanificarne l’uso , come purtroppo rischia di avvenire in Sicilia – questo il messaggio che ho voluto lanciare al  convegno organizzato da Confcommercio “Dare fondo ai fondi: come usare al meglio le opportunità dell’Ue” a Palermo .

Dispiace che l’interlocutore Regione non sia stato presente visto che sarebbe stato davvero utile il confronto su un tema importante come quello della spesa dei fondi europei : i fondi ci sono, bisogna spenderli e spenderli bene!

Corte dei conti e Comitato di sorveglianza hanno messo in evidenza proprio nei giorni scorsi  che la Sicilia è carente sul piano della progettualità. Se le regole sono uguali per tutte le regioni perché qua non si riesce a spendere? Serve un approccio diverso, maggiore professionalità. 

Un esempio? La Sicilia non ha speso i 100 milioni di euro destinati alla realizzazione dei centri comunali di raccolta differenziata perché non c’era un know-how specifico. E poi, non basta spendere, bisogna spendere bene: se invece si continuerà a utilizzare queste somme per coprire la spesa corrente avremo mancato il nostro obiettivo. Dobbiamo ammettere che quello della programmazione è anche un problema politico e non solo amministrativo. La percezione è che la politica locale utilizzi, frammentandoli, i fondi della coesione per una serie di microinterventi a scapito dei grandi progetti e degli investimenti che magari vedrebbero la conclusione molti anni dopo, con amministrazioni diverse.

In gioco però ci sono anche la prossima programmazione e le nuove regole che l’UE detterà e che già sta scrivendo : la Commissione europea ha emanato uno studio in cui analizza la situazione delle 47 Regioni in ritardo di sviluppo, suddivise in due categorie: quelle a basso reddito, ossia quelle poverissime ma che hanno saputo usare i fondi; e quelle a bassa crescita, fra cui la Sicilia, che hanno un’economia stagnante e gli investimenti non hanno prodotto crescita economica. L’orientamento è quello di continuare a investire nelle prime, a scapito delle seconde. Come relatrice per il Parlamento europeo del rapporto sulle regioni in ritardo di sviluppo metterò nero su bianco che non accetteremo nessun taglio alla Politica di coesione. Non legheremo i fondi europei alle politiche economiche, perché così facendo ne faremmo uno strumento punitivo.

Nella prossima programmazione ci saranno meno fondi per la Politica agricola e per la Politica di coesione e le Regioni che oggi non si allineano e non sono efficienti saranno penalizzate. Un motivo ulteriore per sfruttare al massimo l’attuale dotazione a disposizione della Sicilia che altrimenti rischia di perdere le risorse esistenti finalizzate a sviluppo e occupazione. Oggi l’orientamento della Commissione è quello di dirottare i fondi sulle risorse a gestione diretta. Anche in questo senso la Regione avrebbe un ruolo importante, per realizzare una complementarità che dia vita a progetti di ampissimo respiro.


Imprese : conoscere l’UE per cogliere tutte le occasioni di sviluppo coi fondi comunitari

Le imprese sono il motore per lo sviluppo e l’occupazione e tante sono le opportunità che l’UE offre per sostenerle nella crescita e negli investimenti. Serve un’informazione puntuale, costante e trasparente per cogliere tutte le occasioni offerte dai fondi comunitari. Ne parlerò al road-show Confcommercio, lunedì 17 luglio alle 11, alla Camera di Commercio di Palermo