maggio 14, 2016

Gibuti è un piccolo paese nella tormentata regione del Corno d’Africa che ha sviluppato una partnership strategica con l’Europa ed il mondo libero. Nonostante una condizione politica ed economica certamente assai migliore rispetto ai paesi confinanti ed il positivo impegno su alcuni fronti (ad esempio quello della lotta alle mutilazioni genitali femminili), emergono serie preoccupazioni sul rispetto dei principi di democrazia e pluralismo e delle libertà fondamentali. Per mantenere e rafforzare i positivi rapporti l’Europa deve perciò chiedere al governo gibutino di modificare la propria posizione, assicurando i diritti e le libertà fondamentali nel paese. Ecco perché ho condiviso la proposta di risoluzione a riguardo.

Il Gambia , piccolo paese dell’Africa occidentale, è purtroppo oppresso da un regime autocratico che nega i diritti umani elementari. Il governo in carica, che ha assunto il potere a seguito di un golpe e che ha confermato la sua posizione a mezzo di elezioni ritenute non libere e corrette, ricorre sistematicamente ad arresti, torture, uccisioni ed altri abusi contro ogni opposizione, accanendosi inoltre con le persone LGBT e contro la libertà di parola ed espressione. L’Europa non può tollerare tale situazione e deve agire, in concorso coi paesi della regione, per un rapido e reale cambiamento. Questo lo spirito della risoluzione che ho firmato.

Dopo l’illegale annessione della Crimea da parte della Federazione Russa, in spregio al diritto internazionale, la situazione dei diritti umani della popolazione della penisola ha subito un grave peggioramento. Particolarmente esposti risultano gli appartenenti alle minoranze etnico-linguistiche, da sempre insediati nella regione, come i tatari . L’atteggiamento gravemente repressivo del governo russo, che illegalmente occupa parte del territorio di un altro stato, è assolutamente intollerabile. L’Europa faccia sentire forte la propria voce a difesa dei diritti umani e per il ripristino della legalità internazionale: questo il senso della proposta di risoluzione da me condivisa.

L’UE e la Cina costituiscono due tra le maggiori potenze commerciali ed economiche del mondo e sono tra loro legate da intensi scambi di merci e servizi, con un interscambio giornaliero che supera il milardo di euro.

La Cina e l’UE, quali aderente all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), sono chiamate a regolamentare opportunamente i regimi doganali. Ma, oltre ad un evidente dumping generato da bassi salari ed assenza di regole stringenti in materia di qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente, si pone evidente la tematica di come la repubblica popolare non costituisca oggettivamente un’economia di mercato: nonostante le profonde trasformazioni e la grande crescita degli ultimi decenni, infatti, la Cina mantiene un sistema giuridico ed economico non in linea coi criteri consolidati per il riconoscimento.

Rimarcando perciò il valore del rapporto commerciale fra UE e Cina, ed auspicando che quest’ultima assicuri i necessari progressi, l’Europa non può che fare rilevare l’effettiva situazione, opponendosi a qualunque concessione automatica a Pechino senza che questa sia preceduta da concreti e radicali interventi di riforma sul sistema economico volti a ridurre l’impatto dello Stato sull’economia e sul mercato. Sostenere questa posizione ed adottare ogni misura correttiva contro il dumping della sovrapproduzione cinese sono perciò il mandato che il Parlamento Europeo conferisce con la risoluzione che ho sottoscritto.

L’ Agenda 2030 , adottata al vertice ONU di New York del 25 settembre 2015 , fissa importanti ed ambiziosi obiettivi per uno sviluppo sostenibile .

L’Unione Europea può giocare una fondamentale posizione di leadership per la definizione e l’implementazione di interventi globali volti al contrasto alla povertà ed alla sostenibilità ambientale dello sviluppo economico. Ecco perché il Parlamento, come indica la risoluzione che ho co-promosso, intende dare precise indicazioni a Commissione e Consiglio per una puntuale e concreta affermazione degli obiettivi assunti.