giugno 8, 2016

Il Vietnam è un paese dal forte dinamismo economico e legato da importanti relazioni con l’Europa. Purtroppo, nonostante alcuni importanti progressi, permangono molti casi di violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Nell’incoraggiare i positivi sviluppi l’Europa deve ribadire la ferma richiesta nei confronti del Vietnam di un rispetto sostanziale delle libertà civili e politiche. Ecco perché ho sottoscritto questa proposta di risoluzione.

La Cambogia sta purtroppo sperimentando una difficile fase politica contrassegnata da gravi e pesanti restrizioni alle libertà fondamentali ed ai diritti umani. L’UE, come partner privilegiato e finanziatore intervenga con forza perché vengano garantiti i diritti ed il pluralismo politico e sociale. Ecco perché ho condiviso questa proposta di risoluzione.

( Intervento per iscritto alla seduta plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo dell’ 8 giugno 2016 )

Ho votato a favore della Raccomandazione sull’ampliamento del commercio dei prodotti delle tecnologie dell’informazione (ITA) perché così tutti i paesi appartenenti all’Organizzazione mondiale del commercio potranno beneficiare di questo accordo che rappresenta un valido e decisivo passo in avanti per lo sviluppo tecnologico e crescita dei volumi commerciali dell’Europa e che riflette pienamente le realtà economiche di oggi. Permettere, seppur gradualmente, la liberalizzazione degli scambi di beni ad alto valore tecnologico è una premessa necessaria per il progresso.

( Intervento per iscritto alla seduta plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo dell’8 giugno 2016 )

Ritengo sia opportuno che si arrivi alla conclusione dell’accordo quadro di partenariato e cooperazione tra le Filippine e l’UE. Ugualmente concordo con la posizione dei colleghi relatori sul merito che l’UE debba continuare a fornire sostegno finanziario e assistenza alle Filippine per lo sviluppo di capacità per la riduzione della povertà, l’inclusione sociale, il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, la promozione della pace, la riconciliazione, la sicurezza e la riforma giudiziaria, e assistere il paese nella preparazione alle catastrofi, nelle operazioni di soccorso e nella ripresa e nell’attuazione di politiche efficaci per contrastare il cambiamento climatico. Ritengo che questa posizione sia per altro coerente con quanto l’Unione ha già fatto negli anni appena trascorsi, concedendo al paese lo status SPG + e facendone quindi un partner commerciale stabile che gode di condizioni di favore. Sollecito inoltre l’Unione ad accordare fiducia al paese non solo sul fronte delle merci ma principalmente dei diritti di mobilità delle persone, ponendo l’accento sulle opportunità di scambio culturale e scientifico che ciò comporterebbe

( Intervento per iscritto alla seduta plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo dell’8 giugno 2016 )

Sostengo pianamente le azioni che la Commissione Europea sta sviluppando per sostenere la Tunisia. Questo paese è stato l’unico nel quale alla stagione delle primavere arabe sono seguiti effettivi miglioramenti delle condizioni sociali ed economiche della popolazione, all’interno di un percorso che si può pienamente definire una transizione democratica. Il Paese ha finalmente una Costituzione che protegge diritti e libertà, un sistema della giustizia consolidato e media capaci di osservare e di esercitare il diritto di critica. Da italiana non può che starmi a cuore la situazione di un paese, così vicino alle coste siciliane, dove purtroppo ancora il contesto regionale politico e della sicurezza è estremamente instabile, in particolare a causa del confine che condivide con la Libia. Per questo l’Europa deve contribuire ad un percorso di stabilizzazione del paese di cui l’assistenza macrofinanziaria è strumento cardine poiché contribuisce direttamente al miglioramento della qualità della vita della popolazione.

( Intervento per iscritto alla seduta plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo dell’8 giugno 2016 )

Ho dato il mio voto favorevole perché ritengo che l’obiettivo dell’UE di costruire un’unione economica e monetaria deve essere una priorità, raggiungibile attraverso l’armonizzazione della tassazione europea. La tassazione delle imprese, in particolare delle imprese multinazionali, deve essere equa ed efficace e deve diventare la pietra angolare del mercato unico. Se vogliamo avere un mercato unico affidabile, gli Stati membri devono obbligatoriamente raggiungere un accordo in materia fiscale.

Un approccio coordinato e armonizzato per l’implementazione dei sistemi fiscali è di vitale importanza al fine di garantire il buon funzionamento del mercato unico e il successo dell’unione mercati dei capitali.

L’obiettivo principale di questa relazione è quello di garantire che le imprese multinazionali paghino le tasse dove producono profitti. Uno studio dell’OCSE ha stimato che l’ottimizzazione fiscale da parte delle multinazionali provoca perdite per i bilanci pubblici in tutto il mondo per un importo tra i 100 e 240 miliardi di dollari ogni anno. Questo rappresenta una significativa perdita di entrate per gli Stati, riducendo così la loro capacità di investire in azioni che possano promuovere l’occupazione, combattere la povertà e lo sviluppo di sistemi sanitari efficaci per tutti.

( Intervento per iscritto alla seduta plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo dell’8 giugno 2016 )

I rapporti tra intelligence internazionali sono oggi di fondamentale importanza per garantire un adeguato livello di sicurezza nei paesi occidentali sempre più oggetto di attacchi terroristici. Tuttavia in nome di un più efficace sistema di sicurezza non si può derogare ai diritti fondamentali delle persone né, soprattutto, sminuire il ruolo di questo Parlamento, delle commissioni in cui si articola e del lavoro dei parlamentari. Per questo mi associo ai colleghi nel chiedere al Consiglio di dare chiarimenti in merito ai presunti casi di trasporto e detenzione illegale di prigionieri in paesi europei da parte della CIA, alla luce delle raccomandazioni già emanate dalla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, in associazione con la commissione per gli affari esteri e, in particolare, la sottocommissione per i diritti dell’uomo.

( Intervento per iscritto alla seduta plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo dell’8 giugno 2016 )

Ho dato il mio voto favorevole perché ritengo che il contesto di sicurezza, sia all’interno sia all’esterno dell’Unione, stia diventando sempre più pericoloso e impegnativo, caratterizzato da attacchi terroristici e omicidi di massa che riguardano tutti gli Stati membri e in relazione ai quali gli Stati devono adottare una strategia comune e una risposta coordinata. Tali sfide in materia di sicurezza rendono necessario rafforzare la sicurezza dell’Unione, sviluppando e sostenendo costantemente la politica di sicurezza e di difesa comune dell’UE, per renderla uno strumento politico più efficace e una reale garanzia per la sicurezza dei cittadini dell’UE nonché per la promozione e la tutela delle norme, degli interessi e dei valori europei. A mio parere è necessario che l’UE rafforzi il suo ruolo di garante della sicurezza all’interno dei propri confini e all’estero, assicurando stabilità nel suo vicinato e a livello globale.

( Intervento per iscritto alla seduta plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo dell’8 giugno 2016 )

Ho dato il mio voto favorevole perché ritengo che la situazione in Venezuela debba essere considerata seriamente, nella sua interezza, e con il proposito di costruire le premesse di un vero meccanismo di dialogo e di riconciliazione nazionale. Le autorità venezuelane hanno il dovere di ristabilire lo stato di diritto, garantire la sicurezza e il libero esercizio dei diritti a tutti i cittadini, in particolare per i difensori dei diritti umani. Mi auguro che la presenza della delegazione abbia posto le basi per una analisi reale della situazione in cui versa il Paese ma soprattutto abbia sensibilizzato il governo a un cambiamento concreto e tempestivo del Parlamento europeo