Cracking dell’uva in Sicilia

Cracking dell’uva in Sicilia

Il cracking (spacco) è una fisiopatia che sta causando ingenti danni alla produzione annuale di uva del Sud Italia, in particolare in Sicilia. Cruciale è stato il mese di giugno, dove si sono registrate temperature superiori alla media di 1,5 gradi e un eccezionale tasso di piovosità (rilevazioni Cnr). Il cracking rimane una della fisiopatie meno comprese dell’uva, sia per la complessità del problema che per le difficoltà di previsione.

La Sicilia ha la maggiore superficie vitata in Italia e sta affrontando anche la difficile battaglia contro le autorizzazioni per il reimpianto dei vigneti altrove. Secondo i dati di CIA Sicilia, nelle province di Palermo, Trapani e Agrigento, da dove arriva circa l’80 % di tutto il vino dell’isola, il cracking ha causato un calo medio della produzione di almeno il 20 %. Secondo l’ISTAT, la vendemmia del 2018 dovrebbe portare a una produzione totale di 4,5 milioni di ettolitri, ben lontani dagli oltre 6 milioni del 2016. Circa 1 000 aziende, per 8 000 ettari di vigneti, avranno un danno stimato di 35-40 000 EUR a ettaro.

Alla luce di quanto precede, la Commissione:
1) Come intende intervenire per arginare la fisiopatia del cracking?
2) Intende promuovere uno studio scientifico che indaghi le cause del cracking?