Detenzione di massa arbitraria di uiguri e kazaki nella regione autonoma uigura dello Xinjiang

Detenzione di massa arbitraria di uiguri e kazaki nella regione autonoma uigura dello Xinjiang

Signor Presidente, onorevoli colleghi, parliamo purtroppo di circostanze ripetute e conclamate, denunciate non solo dal migliore giornalismo internazionale, ma anche da autorevoli esponenti della Commissione europea, e sempre più spesso noi denunciamo in quest’Aula delle pesantissime violazioni di quelli che sono poi diritti umani.

Gli abitanti dello Xi’an sono sottoposti a controlli di polizia quotidiani, a procedure di riconoscimento facciale, a intercettazioni telefoniche di massa, è ormai accertata l’esistenza di campi di detenzione di massa, e l’obiettivo è evidente, la cancellazione dell’identità della minoranza degli uiguri. E sappiamo, perché da tempo, i rischi che corrono sono noti, la Cina applica ancora la pena di morte, la sua legge antiterrorismo definisce questo in modo vago, consentendo spesso un’applicazione appunto arbitraria della legge.

L’Unione europea deve porsi come baluardo in difesa dei diritti delle minoranze, e dunque anche di questi diritti, dei diritti degli Uiguri, esortare i paesi terzi a considerare attentamente le richieste di protezione internazionale, anche quelle di altre minoranze come quelle nella regione dei Cazari.

( Intervento alla seduta plenaria del 4 ottobre 2018 del Parlamento Europeo a Strasburgo )